Pietro Accardi, direttore sportivo dell’Empoli, ha raccontato le qualità tecniche e umane di Ismael Bennacer, protagonista assoluto della Coppa d’Africa.

Ismael Bennacer
Ismael Bennacer (©Getty Images)

Se prima era considerato un buon colpo, adesso fioccano i complimenti per il Milan. La Coppa d’Africa è stata una vetrina enorme per Ismael Bennacer, votato miglior giocatore del torneo, vinto proprio dalla sua Algeria.

All’Empoli aveva dimostrato di avere delle qualità importanti, sotto ogni punto di vista. Ma in questa esperienza con la Nazionale ha fatto un ulteriore salto di qualità. “Ismael è un guerriero, i tifosi del Milan lo adoreranno”, spiega Pietro Accardi, direttore sportivo dell’Empoli, squadra che lo prese dall’Arsenal addirittura due anni fa.

Il dirigente dei toscani racconta: “Abbiamo dei buoni osservatori in giro per l’Europa e quando troviamo il profilo giusto cerchiamo di non farcelo scappare. Certo, per Bennacer abbiamo fatto parecchi viaggi“, ha detto alla Gazzetta dello Sport di oggi.

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Bennacer, è nata una stella

Siamo felici abbia vinto, per il resto chiedete a Maldini“, ha detto Marco Giampaolo ieri in merito all’acquisto di Bennacer. Ma in realtà è praticamente tutto fatto: il giocatore a breve sarà a Milano per le visite mediche e la firma sul contratto. Poi andrà in vacanza. Per caratteristiche, è il vertice basso ideale per il nuovo tecnico rossonero.

Accardi è d’accordo: “Bennacer è curioso, anche tatticamente, è simpatico, aperto. All’interno del gruppo tutti lo hanno amato, perché non si risparmia mai. Vuole arrivare in alto e ci arriverà. Credo che oggi possa soltanto ringraziarci, perché Empoli per un giovane è un bel posto per crescere e lui ha tanti margini di miglioramento“.

Il direttore sportivo dell’Empoli lo ha definito un lottatore, un guerriero del centrocampo. Lo accosta a Gennaro Gattuso e ricorda: “Ho in mente un’azione contro la Fiorentina: Ismael recupera palla. un avversario gli piomba addosso e gli fa un taglio sulla tibia. Lui si rialza e va ancora a recuperare il pallone. Poi gli abbiamo dato sette punti di sutura. Al pubblico di San Siro piacerà: i tifosi, in qualsiasi club, vogliono vedere giocatori che lottano e sudano“.

Bennacer ha anche un’altra importante dote: ha tanta voglia di lavorare e di migliorarsi. Questa è la mentalità che spesso fa la differenza. In questa Coppa d’Africa ha fatto innamorare tutti, anche in Francia, dove l’Equipe gli ha dedicato uno speciale con le interviste ai suoi primi allenatori.

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