Giampaolo: “Mai cambiato modulo. Castillejo forte, Musacchio leader”

La conferenza stampa di Marco Giampaolo in diretta live oggi alla vigilia di Verona-Milan. Dopo la sosta per le Nazionali si riparte col campionato.

Marco Giampaolo
Marco Giampaolo (foto ACMilan.com)

Il Milan riparte dopo la sosta di due settimane per le Nazionali. E lo fa domani sfidando una bestia nera come l’Hellas Verona nella insidiosa trasferta del ‘Bentegodi’.

Il tecnico Marco Giampaolo oggi terrà alle ore 14 in punto la conferenza stampa pre-partita da Milanello, durante la quale spiegherà certamente lo stato psico-fisico della sua squadra ed in particolare svelerà quale atteggiamento si augura di vedere dai suoi uomini nella terza gara della stagione.

Marco Giampaolo, conferenza stampa alla vigilia di Verona-Milan: diretta live

Prima della conferenza Giampaolo pone le proprie condoglianze a Marcos Cafu per la scomparsa prematura di suo figlio.

Sull’atmosfera attorno alla squadra dopo le prime partite, Giampaolo ha ammesso: “Ho allenato pochi calciatori perché molti sono andati con le Nazionali. Tutti hanno messo minutaggio sulle gambe. La squadra lavora bene, con entusiasmo, sono rientrati tutti bene. Il bicchiere è mezzo pieno, puntiamo a riempirlo. La squadra lavora bene, lo fa bene, il tempo metterà a posto le cose, sono sicuro”.

Sulle statistiche negative dopo le soste: “Non ci pensiamo, pura coincidenza. Non è questo che sposta gli equilibri, ci sono tante squadre con giocatori impegnati in Nazionale”.

Un mini-bilancio dopo 60 giorni di lavoro: “Lavoreremo per riempire il mezzo bicchiere. Mi piace l’attaccamento della squadra. Alleno 21 giocatori di campo al momento, e sono tutti dentro l’idea. La dedizione mi fa ben sperare, poi ci sono tanti particolari da sistemare, inserire meglio tutti. Ma loro sono partecipi e ho fiducia. Devo renderli una squadra il più possibile riconoscibile, forte nelle due fasi, trovare gli equilibri”.

Sul ruolo di Paquetà: “Può fare la mezzala o il trequartista, se ho bisogno di un calciatore più attaccante faccio giocare un attaccante, lo stesso se ho bisogno di un centrocampista. Lui ha caratteristiche più da retrovia, altrimenti deve imparare a muoversi in avanti”.

Sull’importanza di vincere a Verona: “E’ sempre importante vincere, al di là del derby. Verona è un campo storicamente particolare, ma mi interessa poco. La squadra deve giocare per vincere sempre contro chiunque”.

Sui tempi per vedere il ‘suo’ Milan: “Non è il mio Milan, è dei tifosi. Io lavoro su idee e comportamenti. La differenza la fanno i calciatori con le loro qualità. Io cerco di dare una mentalità, mi piace una squadra che faccia gioco, che abbia predominio. Non so a che punto siamo, so che la squadra lavora per migliorarsi sempre. In Italia i dettagli spostano gli equilibri, lavorare sui dettagli va unito alla qualità dei giocatori”.

Su Piatek: “In questi giorni mi è piaciuto molto, non è un calciatore che pensa soltanto ad attaccare, ad un calcio piratesco. Deve fare tutto, è completo. Sta facendo le cose in maniera diversa, sa quando andare in profondità o quando venire a legare. Con il Brescia ho scelto Silva per determinate caratteristiche, ma Kris può farlo uguale. Il Milan deve saper palleggiare, tener palla. Lui lo sa fare, deve uscir fuori da una condizione solo di proiezione verso la porta. E’ completo e deve giocare così, il gol non è un’ossessione, deve pensare a giocar bene”.

Sul sistema di gioco: “So come giocare, ho spostato Suso e accentrato Castillejo, portando il primo in una mattonella più agevole per lui. Suso può giocare trequarti, sono convinto. Non abbiamo cambiato assolutamente niente, è come se facessi giocare Calhanoglu mezzala destra o sinistra. Ci sono giocatori che hanno il binario e altri meno. La squadra lavora sugli stessi concetti, poi posso mettere un calciatore in condizione di esprimersi meglio”.

Sull’utilizzo di Castillejo e sui nuovi arrivati: “Mi offendo su Castillejo, è un mio calciatore, mi piace e un gran lavoratore. I giocatori forti? Non è facile definire chi lo è e chi non lo è. Il valore di un calciatore è come un’azione in borsa. Penso di saper riconoscerli, ma al Milan non ci sono giocatori scarsi. Siamo una squadra giovane, può darsi che il 20-21enne tra pochi mesi possa superare uno più grande. Il mio obiettivo è costruire una squadra di 11 calciatori che facciano bene le cose. Poi ho altri 11 problemi che non faccio giocare, devo essere credibile nei confronti di tutti. La squadra è al di sopra di ogni sospetto. Io non guardo carte d’identità, gli ingaggi o quanto è costato un calciatore, altrimenti perderei credibilità”.

Sul poco utilizzo dei neo-acquisti: “Ho 23 problemi, 11 giocano e 12 stanno fuori e ogni partita sarà così. Non mi interessano certi discorsi, c’è sempre chi gioca e chi non gioca. Il lavoro determina scelte e gerarchie, il discorso non è per Leao o Bennacer. Nel suo ruolo ho anche Biglia, un grande calciatore: uno dei due deve sempre stare fuori. Non entro in merito delle scelte di mercato, sono contento di questo gruppo. Il trequartista può essere un centrocampista o un attaccante, è come fai le cose che fa la differenza”.

Su Leao e Duarte: “Se giocano loro devo tenere fuori altri. Se cambiano le regole faccio giocare tutti assieme”.

Domani chi gioca tra Biglia e Bennacer: “Mi chiedete troppo, giocherà sicuro uno dei due. Poi mi chiederete perché ha giocato tizio e non caio. Ma tanto si ragiona col senno di poi”.

Sul suo tipo di gioco a testa alta: “Non è cambiato nulla, sempre testa alta e giochiamo a calcio”.

Sul ruolo di Rebic: “In Nazionale ha giocato punta e a destra, lui dice che gli piace a sinistra. So solo che sta bene dal piano fisico”.

Sulle condizioni di Theo Hernandez: “Ha recuperato bene, ha entusiasmo, ha argento addosso. Mi piace. Dal punto di vista medico sta apposto, deve mantenere la condizione. Non giocherà domani”.

Sul punto di forma di Leo Duarte: “Duarte migliora, è un ragazzo intelligente, curioso. Va dai miei collaboratori per rivedere i suoi filmati. Non mi metto però a cambiare difensori centrali con altri, è un reparto particolare. Arriverà il suo tempo. Musacchio e Romagnoli stanno facendo bene, l’argentino è forte e ha una buona leadership. Ce l’avete con quelli che c’erano prima, volete i nuovi. Ma c’è solo il Milan, non vecchi e nuovi”.

Sul Verona di domani sera: “Stimo molto Juric, ha avuto difficoltà ma è bravo. La sua squadra è aggressiva, a Lecce ha vinto meritatamente. E’ una squadra da prendere con le molle, dobbiamo stare attenti. Abbiamo lavorato per contrapporci nella maniera migliore. Mi aspetta una partita intensa, dove dobbiamo essere bravi nel palleggio e nella copertura degli spazi, una partita da giocar bene. Non è mai da sottovalutare, vittorie e sconfitte si nascondono dietro pieghe indicibili. La squadra sa che partita ci aspetta”.

Sul dualismo Rodriguez-Hernandez: “Rodriguez è ordinato, porta a casa sempre il pane. Hernandez è assaltatore, giocatore di spinta, grande entusiasmo e arroganza fisica. Sono un po’ diversi, ma sono due ottimi calciatori. Appena mettiamo apposto Hernandez li possiamo usare entrambi a seconda delle situazioni”.

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