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Alla disperata ricerca del gol: il problema principale del Milan

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:33

News Milan: la disperata ricerca del gol è il problema principale di questa squadra. Media realizzativa davvero clamorosa: soltanto 11 gol in 12 partita.

Hakan Calhanoglu e Krzysztof Piatek Roma-Milan
Roma-Milan (©Getty Images)

Si può discutere quanto vogliamo di moduli, atteggiamenti, posizioni e movimenti vari. Ma se non segni, non vinci. E il problema principale di questo Milan è la scarsa capacità realizzativa.

Sono soltanto 11 gol segnati dai rossoneri in queste prime 12 giornate di campionato, la tristissima media di 0,9 a partita: meno di un gol a partita, il che è clamoroso. Numeri che lasciano rabbia e amaro in bocca per una squadra che ha le potenzialità per far gol, ma che invece non riesce a sfondare. Le occasioni le crea, ultime quelle in Juventus-Milan di ieri per non andare troppo lontano.

Mancherà anche un po’ di fortuna, ma non si può giustificare tutto con la “sfiga”. È vero che quando le cose girano male, è dura invertirle. Va detto che nelle ultime giornate questo Milan sta provando ad invertire la rotta, seppur con scarsi risultati. Le prestazioni ci sono, e presto siamo convinti torneranno anche i punti.

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Milan, 11 gol in 12 partite: media deprimente

Ma ad oggi la situazione è questa, ed è grave. Il Milan ha segnato 11 gol, meno del solo Ciro Immobile (14), due in più di Romelu Lukaku. Soltanto Udinese, Sampdoria, SPAL e Brescia hanno segnato meno. Una situazione altamente negativa, che va invertita quanto prima.

Il miglior marcatore della squadra è anche il peggiore allo stesso tempo: Krzysztof Piatek, il quale ha segnato tre gol, due dei quali su rigore e uno su azione contro il Lecce. Segue Theo Hernandez con due gol, e altrettanti assist. E Calhanoglu, due gol e un assist.

Ma se pensiamo che squadre di qualità decisamente inferiori al Milan – con tutto il rispetto – come Sassuolo (21), Torino (15) e Parma (18) hanno segnato molto di più, è chiaro che qualcosa non torna. La squadra lo sa, ne era consapevole Marco Giampaolo (probabilmente) e lo è ancora di più Stefano Pioli.

Chissà se con uno Zlatan Ibrahimovic in più si attenuerà questo problema. Ma siamo a novembre, non possiamo stare speranza dello svedese che (forse) arriverà a gennaio nella migliore delle ipotesi. Ci sono ancora tante partite da giocare, e il Milan deve tornare a gonfiare la rete. I presupposti li crea, ora manca quello step in più.

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