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Il messaggio di Donnarumma: “Vicini alla città di Venezia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:55

Gianluigi Donnarumma e la delegazione della nazionale italiana di calcio a Venezia per solidarietà dopo l’emergenza acqua alta. Il messaggio del portiere del Milan.

Gianluigi Donnarumma Venezia acqua alta
Gianluigi Donnarumma a Venezia (©Getty Images)

La disastrosa situazione in cui versa Venezia non è passata – ovviamente – inosservata ai media e nemmeno alla Nazionale italiana che oggi è andata in visita alla città. Nella delegazioni di calciatori, era presente anche Gianluigi Donnarumma.

Il portiere del Milan all’Ansa ha riferito queste brevi parole: “A nome di tutta la squadra, siamo vicini alla città di Venezia e mandiamo un grande abbraccio a tutti”. Un messaggio di solidarietà e vicinanza ad un popolo ferito, quello veneziano, che siamo certi si rialzerà nonostante i danni milionari subiti tra attività commerciali e culturali.

 

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Siamo vicini alla città di Venezia. Un grande abbraccio a tutti @azzurri #venezia #acquaalta

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Venezia, il Mose e un’emergenza evitabile

È arrivato anche il messaggio del neo capo delegazione della nazionale, Gialuca Vialli, il quale ha avuto la possibilità di parlare con alcuni negozianti e carabinieri messi in grave disagio dall’alta marea: “Venezia supererà anche questa difficoltà, come un giocatore che si riprende da un infortunio: vogliamo ispirare i cittadini in questo momento duro. Non possiamo fare molto altro ma vogliamo mostrare la nostra vicinanza a tutti. Speriamo che la città si riprenda il prima possibile”.

Quanta rabbia attorno alla situazione in cui versa il capoluogo veneto. Un disastro naturale totalmente evitabile se – e risulta impossibile non portare il discorso sulla questione politica – ci fosse stata un minimo di oculatezza in termini di prevenzione.

La situazione del Mose (dighe mobili progettate per proteggere Venezia dall’alta marea) purtroppo la conosciamo ormai tutti, o quasi. Non sono bastati 30 anni e circa 7 miliardi di euro di finanziamenti pubblici per finire l’opera.

Un progetto, purtroppo, condizionato ancora una volta da corruzione e scelleratezza tipiche italiane. In tutto questo il calcio non può fare molto. Magari tentare di mostrare indignazione verso certe scelte, provando a scuotere il pensiero critico dell’italiano medio.

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