Tomori e non solo, gli altri calciatori inglesi del Milan

Fikayo Tomori, acquistato dal Chelsea, è il secondo calciatore inglese ad indossare la maglia del Milan dopo Beckham, nel nuovo millennio. Vi raccontiamo le storie di chi li ha preceduti 

Beckham Milan
David Beckham con il Milan (Getty Images)

 

Milan Football and Cricket Club, è stata questa la prima denominazione del Milan all’atto della sua fondazione avvenuta nel 1899 grazie a un calciatore inglese, Herbert Kliping che, agli albori del club rossonero fu anche allenatore e manager vincendo tre Scudetti nel 1901, nel 1906 e nel 1907. Ad accompagnare Kipling in quell’avventura pioneristica vi erano altri due connazionali, Alfred Edwards, primo presidente del Milan e  David Allison, protagonista della conquista del primo Tricolore.

Una nazione, l’Inghilterra, legata dunque a doppio filo con la storia rossonera anche se tra le nazionalità dei calciatori stranieri che hanno indossato la maglia del Milan, quella inglese, non è certo tra le più rappresentate.

Jimmy Greaves e Luther Blisset

Nel 1961, il Milan acquista uno dei più forti attaccanti inglesi della storia, Jimmy Greaves. Il centravanti arriva in rossonero dopo aver segnato una caterva di gol con il Chelsea. L’inizio al Milan è promettente. L’inglese segna 9 gol in 10 partite ma si scontra con l’allenatore Nereo Rocco. Una furiosa lite con il tecnico (già all’epoca avvenivano eccome..) gli costa il posto in squadra. Sarà ceduto al termine della stagione al Tottenham per un prezzo record. Con gli Spurs segna oltre 200 gol in un decennio. Nel 1966 vince i Mondiali con l’Inghilterra, pur giocando solo 2 partite a causa di un infortunio a inizio torneo.

Se Greaves segnava a raffica, Luther Blisset era l’esatto contrario. L’attaccante inglese è il colpo di mercato del Milan tornato in Serie A nella stagione 1983-84. Bomber prolifico con il Watford, in rossonero Blisset si segnala più per i gol sbagliati che per quelli segnati che saranno solo 5 in 30 partite nell’unica stagione milanista. Per la sua scarsa capacità realizzativa gli vennero affibbiati anche dei soprannomi ad hoc tra cui “Luther Missit” (Luther Sbaglialo). Tornerà in patria e, contrariamente a quanto fatto al Milan, riprenderà a segnare con continuità con il Bournemouth e, di nuovo, con il Watford.


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Hateley e Wilkins

Gli anni ’80, con la riapertura delle frontiere, rappresentano l’epoca più prolifica per i calciatori inglesi in Serie A. Oltre al citato Blissett, arrivano anche Trevor Francis (vincitore della Coppa Campioni con il Nottingham e attaccante di Samp e Atalanta), Paul Rideout (Bari) e altri due milanisti Mark Hateley e Ray Wilkins. I due approdano in rossonero nel 1984 con Nils Liedholm in panchina.

Hateley, penalizzato da vari infortuni, gioca con discontinuità ma segna un gol che resterà impresso per anni nella memoria dei tifosi rossoneri e non solo. Sua la magnifica incornata con cui sovrasta Fulvio Collovati nel derby del 28 ottobre 1984, il primo vinto dal Milan dopo sei anni di digiuno. Un gol magnifico che, anni dopo, la Curva Sud ricorderà con una coreografia dedicata prima di un Derby. Un omaggio postumo a Mark che lascerà il Milan con l’inizio dell’era Berlusconi.

Tra i compagni di squadra che abbracciarono Hateley dopo quel gol c’era anche Ray Wilkins. Nazionale inglese, preso dal Manchester United, Wilkins gioca tre anni al Milan a cavallo tra la presidenza Farina e l’avvento di Berlusconi. 73 presenze, 2 gol, 0 trofei e qualche bella giocata. Wilkins, nonostante quelle annate piuttosto difficile si fece apprezzare da tifosi e compagni di squadra dell’epoca.  Fu uno di loro, Franco Baresi a ricordarlo nel giorno della morte avvenuta per infarto il 4 aprile 2018 con un mazzo di fiori depositato sotto la Curva Sud.

David Beckham

Terminata l’esperienza al Real Madrid, Beckham si trasferisce ai Los Angeles Galaxy. Sembrava il preludio a un possibile epilogo della carriera poi, nell’autunno 2008, arriva la chiamata del Milan. Complice la pausa della MLS, Beckham, con un blitz di Galliani, passa in prestito ai rossoneri inizialmente per due mesi poi fine a giugno. Segna un gran gol su punizione contro il Genoa e un altro a Bologna, partita quest’ultima che seguì i giorni concitatissimi della possibile cessione di Kakà al Manchester City.

Venti presenze e 2 gol nella prima esperienza di Becks in rossonero cui ne seguirà un’altra, identica nelle modalità nella stagione seguente quando Leonardo subentra ad Ancelotti in panchina. Stavolta però per l’inglese poche soddisfazioni. Il 14 marzo si rompe il tendine d’Achille contro il Chievo, infortunio che gli preclude le chance di partecipare al Mondiale 2010. Pochi giorni prima, a Old Trafford, il Milan perde 4-0 contro il Manchester United nel ritorno degli ottavi di Champions. Il pubblico dello United, suo ex squadra, gli tributa un autentica standing ovation. Anche al Milan, Beckham ha lasciato un ottimo ricordo di grande professionista. Altroché calciatore glamour..