Milan, Gazidis: “Qui per la storia, torneremo in alto”

Ivan Gazidis, amministratore delegato rossonero, è stato intervistato a Grant Wahl nel podcast di Futbol. Ecco le sue parole

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Ivan Gazidis (©Getty Images)

Ivan Gazidis, l’amministratore delegato del Milan, ha rilasciato una lunga intervista all’interno del programma Great Wahl, spazio radio del podcast Futbol. Tanti i focus di Gazidis sul Milan e sul futuro del club.

Di seguito le dichiarazioni più importanti del dirigente rossonero:

Quali sono stati i momenti chiave che hanno portato alla ripresa del Milan? Non c’è stato un momento in particolare, ci sono così tante cose da dire su ciò. È davvero una bella storia con tanti punti di svolta… Posso parlarti innanzitutto del nostro mister Stefano Pioli e del buon lavoro che sta facendo. È arrivato in un momento davvero particolare e difficile. Ha portato calma, concentrazione e modernità nell’approccio ad ogni match. Una persona incredibile, un allenatore top. Posso poi anche parlarti della storia di Paolo Maldini, il nostro direttore tecnico affiancato da Massara. Come è risaputo Paolo è una leggenda del calcio, ma sta mettendo tutto sé stesso in questo nuovo ruolo societario. Posso raccontarti della grande proprietà del Milan. Come saprai il club è passato attraverso dei cambi di proprietà, e ora c’è la proprietà americana. Questa ha risollevato il club da una situazione finanziaria davvero molto difficile. Poi possiamo parlare anche di Ibrahimovic, dalla MLS alla Serie A per rimettersi in gioco ancora una volta e aiutare i nostri giovani. E ancora, possiamo parlare di tutta la squadra. Nonostante Ibrahimovic, siamo la seconda squadra più giovane dei top 5 campionati europei e la più giovane di tutta la Serie A. Abbiamo davvero ricostruito un team con giocatori giovani che stanno crescendo insieme, sia mentalmente che tecnicamente. Ci sono tante storie, tanti momenti diversi e sono tutti davvero importanti”.

Cosa ti ha portato ad accettare il ruolo di CEO del Milan nel 2018?Sono un appassionato di calcio e tifoso fin da bambino. La mia generazione è cresciuta sapendo bene cosa rappresenta il Milan. Questa grande squadra ha una storia europea incredibile, vincitrice di 7 Champions League. Ad oggi il Milan ha 530 milioni di tifosi in giro per il mondo, uno dei club più prestigiosi al mondo. Però ha passato 7-8 anni molto complicati per un motivo o per un altro, le prestazioni non sono mai state ad alti livelli. Per me questa è un’opportunità rara: nel calcio probabilmente non c’è un club di questa importanza che con il giusto lavoro e le giuste idee può essere riportato ai livelli di una volta. L’ho trovata una sfida professionale davvero interessante, e ho ritenuto che valesse davvero la pena accettare. Spero vivamente che raggiungeremo gli obiettivi sperati, siamo ancora nel pieno del lavoro. La passione dei tifosi italiani, in particolare quella dei tifosi rossoneri, è fantastica. Nell’ultimo anno ci sono stati tanti eventi non positivi, ma sicuramente c’è il rammarico per non aver potuto avere i tifosi allo stadio a vedere le grandi prestazioni della squadra. Questo è un gruppo davvero incredibile, è una squadra che davvero hai voglia di vedere giocare dal vivo: gioca un calcio divertente, tanti giocatori giovani che stanno crescendo insieme. C’è molto entusiasmo”.


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Quali sono le tue strategie per far crescere il Milan dal punto di vista sportivo?Siamo arrivati in un club che si trovava in una situazione finanziaria davvero pessima. I ricavi sono rimasti gli stessi per troppo tempo mentre gli altri club crescevano anche da questo punto di vista. Non è una situazione che risolvi in un giorno, ci vuole tempo. Anche se non è una cosa popolare abbiamo dovuto ridurre i costi cercando di migliorare le performance sportive. Non è una cosa per niente facile, ve lo assicuro. Se avessimo fatto le stesse cose fatte da Juventus e Inter non saremmo stati in grado di raggiungerli e competere con loro perché erano più avanti di noi con i loro progetti. Così abbiamo portato tante nuove idee, ci siamo affidati alle analisi e ad un reparto scouting davvero molto valido, volevamo un qualcuno che guidasse tutto il progetto e così Maldini è tornato nel club dopo 10 anni. Ci siamo concentrati sui giocatori giovani, abbiamo comprato e continueremo a comprare grandi talenti da tutto il mondo, giocatori vogliosi di migliorare, orgogliosi di vestire questa maglia e la voglia di sviluppare la propria carriera con noi. Anche Ibrahimovic rientra in questa categoria. Nonostante la sua età è una sfida davvero romantica per lui, ha un legame speciale con questo club. Guidare un gruppo di ragazzi giovani e riportare in alto il Milan è una sfida fatta a misura per lui. Avevamo bisogno di trovare l’allenatore giusto e l’abbiamo trovato in Pioli. Dopo il lockdown abbiamo avuto un periodo straordinario che non può solo ridursi al risultato, alla vittoria o alla sconfitta: al Milan la vittoria è assolutamente necessaria, ma non è abbastanza. Vogliamo giocare un calcio dinamico, propositivo, e lo stiamo facendo con un gruppo di giovani ragazzi”.