Stella Rossa-Milan 1988, Sacchi ricorda: “Arbitri al night e spari”

Sacchi racconta alcuni aneddoti della sfida Stella Rossa-Milan della Coppa dei Campioni 1988/1989. L’ex allenatore ricorda dei retroscena.

Arrigo Sacchi Milan
Arrigo Sacchi (©Getty Images)

Stasera si gioca Stella Rossa-Milan, una partita che ricorda il confronto di Coppa dei Campioni avvenuto nel 1988. Dopo l’1-1 di San Siro, al ritorno degli Ottavi successe un po’ di tutto.

Il 9 novembre la partita fu sospesa per nebbia. Si è rigiocato il giorno dopo, ma partendo dallo 0-0 e non dall’1-0 per i serbi (il regolamento prevedeva ciò), e fu la squadra rossonera ad avere la meglio ai calci di rigori dopo un altro 1-1. Fu un doppio confronto difficile contro una squadra che aveva tanti talenti di ottimo livello.


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Arrigo Sacchi, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ricorda che a Belgrado non si vedeva niente e quindi è stato giusto sospendere il match: «Il loro gol non l’abbiamo visto. Quando la partita è stata sospesa, ma non ancora rinviata, al rientro negli spogliatoi troviamo Virdis vestito di tutto punto. ‘Pietro, come mai ti sei già cambiato?’, chiediamo. ‘Mi ha espulso!’»

Il Milan comunque non dovette preoccuparsi solamente degli avversari in campo. Ad esempio, l’arbitro Pauli fu visto in un night club in  allegra compagnia, e l’allora allenatore rossonero racconta un altro aneddoto: «Erano ore di tensione. Un giornalista mi spiffera ‘Devo darti una brutta notizia. Sto nello stesso hotel della terna arbitrale. Ho visto strani movimenti: i dirigenti della Stella Rossa, con quattro-cinque ragazze, sono usciti con i tre…’».

Prima di rigiocare la sfida, il clima per il gruppo milanista non era stato dei migliori neanche quando ci fu l’allenamento mattutino per il risveglio atletico: «Abbiamo sentito botti fortissimi a bordo campo. Casino, fumo: i ragazzi restano scossi, gli spari venivano da una folla di ultrà della Stella Rossa. Poi abbiamo scoperto che c’era di mezzo il comandante delle Tigri, Arkan. Al tempo io andavo al poligono, avevo orecchio per le esplosioni. Tranquillizzo i miei con una bugia. ‘Dài, sono mortaretti, tutto okay’. Ma non erano mortaretti».

Sacchi spiega che anche in campo la Stella Rossa ha cercato di far valere non solo le proprie qualità tecniche, ma anche quelle fisiche, ricorrendo a diverse scorrettezze: «Abbiamo subito tante angherie da parte loro: fortissimi, tecnici, ma fallosissimi. Donadoni tramortito va all’ospedale. Tragedia sfiorata, il dottor Monti lo ha salvato».

Successe di tutto allo stadio Marakana di Belgrado. Alla fine il Milan vinse ai calci di rigore e al termine del match il presidente del club serbo e il sindaco della città andarono a congratularsi con la squadra rossonera: «Salutiamo i futuri campioni d’Europa». E, in effetti, quella Coppa dei Campioni 1988/1989 fu conquistata proprio dai ragazzi di Sacchi nella famosa finale vinta 4-0 a Barcellona contro la Steaua Bucarest.