Robinho, confermata la condanna: 9 anni di carcere, le motivazioni

La sentenza della Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a nove anni di carcere per Robinho e l’amico Falco. I due hanno umiliato e stuprato una ragazza nel 2013 

Robinho
Robinho (©Getty Images)

Come riporta ANSA, nell’ormai lontano 2013, quando era ancora un calciatore del Milan, Robinho fu accusato dello stupro di una ragazza che allora aveva solo ventitré anni. Il brutale fatto, secondo quanto raccolto, ebbe luogo in una discoteca milanese: il brasiliano, insieme ad altri quattro amici, fece ubriacare la ragazza per poi stuprarla in un camerino del locale.

Tale ipotesi d’accusa è stata poi confermata dalla prima sezione penale d’appello. Mesi fa il Santos, squadra brasiliana che Robinho ha scelto per concludere la sua carriera di calciatore, lo ha messo fuori rosa. Questo perchè in Brasile si era tornato a parlare di questo famoso processo ed erano state pubblicate alcune intercettazioni dell’inchiesta sulla violenza nei confronti della ragazza.

La sentenza della Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a nove anni di carcere per Robinho e l’amico Ricardo Falco, unico tra gli altri quattro ad esser stato intercettato. Di seguito le motivazioni che hanno confermato la condanna al calciatore ex Milan.


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“Umiliazione e brutale stupro”

L’illustrato quadro probatorio dimostra in modo inequivocabile, a parere della Corte, lo stato di totale incoscienza della persona offesa”. A fronte delle “floride condizioni economiche” di Robinho “decantate dalla difesa e che avrebbero costituito l’obiettivo ultimo della denuncia, egli – scrive la Corte d’Appello di Milano – non ha inteso avanzare neppure una offerta risarcitoria che, anche nella prospettiva difensiva di una mancata percezione del dissenso, avrebbe potuto trovare spazio”.

Queste le dichiarazioni con le quali il sostituto pg di Milano Cuno Tarfusser aveva smontato nel suo intervento le quattro consulenze tecniche prodotte dalla difesa di Robinho.

Il brasiliano e gli altri quattro amici hanno manifestato “particolare disprezzo” nei confronti “della vittima che è stata brutalmente umiliata” – scrive la Corte d’Appello – e hanno “da subito cercato di sviare le indagini offrendo agli inquirenti una versione dei fatti falsa e previamente concordata“. Queste le motivazioni della sentenza che a dicembre avevano confermato le condanne a 9 anni di prigione per Robinho e per l’amico Ricardo Falco.

I due brasiliani sono stati condannati anche a risarcire di 60 mila euro la vittima, parte civile col legale Jacopo Gnocchi.

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