Maldini: “Il Milan non può permettersi il top player. Ci vorranno 4-5 anni”

L’intervista di Paolo Maldini a SO FOOT. Il Direttore Tecnico dei rossoneri ha parlato del progetto rossonero, come sta cambiando negli anni

Paolo Maldini Milan
Paolo Maldini (©Getty Images)

In una lunga intervista rilasciata a SO FOOT, Paolo Maldini ha parlato del Milan. Le prime dichiarazioni sono legate al progetto rossonero, destinato a crescere, grazie ai suoi giovani:

“Non possiamo costruire un progetto che non abbia l’idea, per quanto piccola, di essere vincente nel breve periodo. La sfida era quindi quella di riguadagnare rapidamente un livello di performance pur essendo finanziariamente virtuosi. E devo dire che oggi abbiamo trovato questo equilibrio”.

Squadra tra le più giovani – “Il Milan ha abbassato l’età media dei giocatori, è la squadra più giovane d’Italia, una delle squadre più giovani d’Europa. La strada è stata tracciata – prosegue Maldini – In tutto questo, l’esperienza di chi ha giocato serve non a comprare un giocatore semplicemente perché è giovane, ma anche ad essere attento ad avere guide, giocatori più esperti, a guidare i più giovani…”

Niente top player – “Per quanto riguarda gli acquisti di giocatori, cerchi di prendere quelli che ritieni più funzionali al tuo progetto. Ci sono persone che lavorano, gli scout, gli osservatori… Spetta alla proprietà e ai leader dei diversi settori scegliere le persone giuste. Credo che il Milan, in Italia senza il minimo dubbio e anche in Europa, è considerato un club virtuoso. Oggi il Milan non può permettersi di avere un top player dal punto di vista finanziario. Quando saremo stati in Champions League quattro o cinque volte di seguito, potremo fare altri sacrifici dal punto di vista economico”.


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Futuro ai giovani

Incognita mercato – “Non possiamo nemmeno immaginare come sarà la prossima finestra di trasferimento. Fa paura. Siamo partiti con l’idea di un progetto virtuoso, quindi stiamo comunque cercando di tagliare i costi, abbiamo iniziato questo prima della pandemia, quindi eravamo, in un certo senso, più preparati di altri”.

Crescita – “Essendo una squadra giovane, i nostri giovani sono probabilmente destinati a migliorare rispetto a quelli che hanno una certa età. Il fatto che la rosa sia così giovane ci fa pensare che negli anni questi giocatori progrediranno”.