Times – Superlega, cosa rischiano i club che sono usciti

Le 12 società fondatrici della Super League hanno firmato un contratto vincolante sabato, ecco perché c’è il rischio di una citazione a giudizio.

Florentino Perez
Florentino Perez (©Getty Images)

Il progetto Super League è naufragato. Due giorni dopo l’annuncio ufficiale, è iniziata la grande diaspora: a dare il via a questo processo il Manchester City, la prima a salutare. Dopo qualche ora, poi, tutti gli altri club inglesi. Di fronte a questa situazione, l’idea di sospendere tutto è stata irreversibile. Stamattina sono arrivati i comunicati di Inter, Atletico Madrid, Milan e anche Juventus, mancano invece le note di Real Madrid e Barcellona. Ora però c’è la netta sensazione che qualcosa di grosso possa scoppiare da un momento all’altro, ed è la questione legate alle exit clause, ovvero le clasuole d’uscita.


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Super League e le clausole d’uscita

Florentino Perez, lunedì sera a El Chiringuito, si era detto convinto che nessun club potesse abbandonare la nave perché tutte avevano firmato un patto vincolante (nella giornata di sabato). Il Financial Times ha pubblicato alcuni dettagli della vicenda che rischia di essere tutt’altro che finita. Sembra infatti che i 12 club fondatori della Super League avevano concordato queste clausole, utili per tenerli nella competizione dopo che sarebbero stati raccolti i soldi per finanziare il torneo. L’idea era quella di non poter abbandonare la competizione prima di giugno 2025; dopodiché avrebbero potuto farlo ma con almen una stagione in anticipo.

In caso di addio alla Super League, i club sarebbero stati tenuti a rimborsare una parte dei primi soldi ricevuti, cioè la loro fetta di questi 3,25 miliardi di euro, ottenuti dalla banca JP Morgan Chase. Ora però arriviamo al nocciolo della questione: secondo il Financial Times, ci sono dei rischi che i club restanti della Super League (al momento Real Madrid e Barcellona, con la Juve che però non ha detto di esserne uscita) potrebbero citare in giudizio i club che sono usciti per far rispettare l’accordo. Non è ancora chiaro, però, spiega il famoso quotdiano, quali siano le responsabilità dei club.