Milan, Senderos ricorda: “A Milanello lacrime per Oddo e Brocchi”

Senderos contento dell’esperienza vissuta al Milan, nonostante in campo non abbia avuto il rendimento sperato e sia tornato subito a Londra a fine stagione.

Philippe Senderos
Philippe Senderos (©Getty Images)

Sicuramente Philippe Senderos rientra tra le operazioni di calciomercato che non hanno avuto successo al Milan. Fortunatamente, il trasferimento avvenne solamente con la formula del prestito.

Nell’agosto 2008 l’ex difensore approdò a Milanello proveniente dall’Arsenal. Mise insieme 20 presenze e a fine stagione il suo cartellino non venne riscattato. Fece ritorno a Londra, per poi vestire anche le maglie di Everton, Fulham, Valencia, Aston Villa, Rangers, Houston Dynamo e Chiasso.


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Senderos ricorda il trasferimento al Milan

Senderos in un’intervista concessa a grandhotelcalciomercato.com ha raccontato il suo passaggio al Milan nel 2008: «Fu Ancelotti a farmi venire al Milan. All’Arsenal mi avevano detto che non avrei avuto molto spazio. Era appena arrivato Silvestre, dovevo guardarmi altrove. Il 25 agosto ho ricevuto una chiamata dal mio amico Flamini, era da poche settimane al Milan e mi aveva detto che cercavano un difensore. Mi aveva chiesto se avevo voglia di andare. Era a cena con i dirigenti. Non potevo dire no, ero felice. Ho chiamato Wenger, che mi ha liberato e due giorni dopo ho firmato».

L’esperienza rossonera non è andata bene, però l’ex difensore centrale conserva un buon ricordo di quella stagione: «Non importa. Avete presente quando dico di sentirsi parte di un gruppo? Ero appena arrivato, ma il giorno dopo a Milanello erano tutti tristi perché Oddo e Brocchi stavano per trasferirsi al Bayern Monaco e alla Lazio. Erano in lacrime loro e i miei futuri compagni, con cui avevano vissuto momenti indimenticabili. Questo mi fece capire quanto fossi privilegiato e ne ho avuto conferma settimana dopo settimana. Non ho mai visto da nessun’altra parte la cultura del lavoro che c’era a Milanello».

Senderos si ritiene soddisfatto di aver fatto parte del gruppo allenato da Carlo Ancelotti, nonostante dal punto di vista sportivo l’esperienza al Milan non sia stata positiva per lui. Non ha fatto il salto di qualità che pensava.