Calabria: “Milan solido, la pandemia ci ha uniti. Ibra come un Barolo”

Le parole di Davide Calabria, terzino del Milan che ha parlato delle proprie aspirazioni future in un’intervista sul canale Youtube.

Davide Calabria
Davide Calabria (©Getty Images)

Oggi il terzino Davide Calabria ha risposto alle domande degli utenti e dei tifosi milanisti in una lunga intervista via web. Il numero 2 del Milan è stato protagonista della chiacchierata sul canale Youtube ‘Cronache di spogliatoio‘.

Tanti gli argomenti toccati dal difensore classe ’96, che ormai da più di un anno è considerato un punto fermo della squadra di Stefano Pioli. Ma fin da quando è ragazzino indossa i colori rossoneri: “Ho sempre giocato nel Milan e tifato per questa squadra. Esordire è stato un sogno realizzato. Mi volevano Atalanta e Brescia, io abito tra le due città e sarebbe stato più facile. Invece ho scelto il Milan per il tifo, anche se è stata dura i primi tempi quando ero un ragazzino”.

Sul suo debutto in prima squadra: “Mi sono trovato bene fin da subito. La squadra era tosta ma fuori dal campo era un gruppo di ragazzi gentili. Come De Jong, con cui mi sento ancora oggi. Anche con i tifosi il rapporto è sempre stato positivo. E’ un po’ stressante accontentare tutti, ma fa parte del lavoro. L’importante è il rispetto reciproco”.


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Calabria ha poi raccontato di come il Milan si sia rialzato dopo il lockdown: “Siamo cresciuti assieme, è serivto un lavoro di anni. Sono cambiate diverse proprietà, non è stato facile. Oggi siamo in mani solide. Quello che è successo con la pandemia ci ha uniti, siamo tornati più forti, qualcosa è cambiato all’interno. Da lì è sembrato tutto in discesa”.

Su Paolo Maldini: “Il capitano dei capitani. Un uomo forte, di poche parole. Ma la sua presenza basta a farti credere nel progetto. Rappresenta meglio il Milan nel mondo, più di chiunque altro”.

Sulla presenza di un mental coach: “Nel settore giovanile c’era sempre. Per me può essere una figura utile, anche se in Italia c’è molto pregiudizio. E’ giusto allenare la testa: se lavori sul campo 15 ore al giorno e poi in partita ti tremano le gambe allora qualcosa non funziona”.

Sugli stadi privi di spettatori: “Non è bello, ma è importante anche la comunicazione nel calcio. In questo momento riusciamo a comunicare meglio perché c’è silenzio e posso parlare con i compagni”.

Calabria ha la passione per il vino. E si è lanciato in paragoni enologici con i propri compagni: Theo Hernandez è una bollicina, ma anche Kessie che fa ridere tutti. Ibrahimovic è un Barolo: più invecchia e più è buono. Io e Donnarumma siamo un Brunello di Montalcino, ovvero un vino che rappresenta la tradizione italiana. Calhanoglu è un Amarone, perché equlibrato. Ci da una mano in difesa ed esplode in attacco”.

Infine l’ambizione Nazionale: “Un bel gruppo, giovane e ambizioso. Non ho avuto modo di conoscere Mancini perché aveva il Covid quando sono andato in ritiro. Però spero di conoscerlo molto presto”.