Roberto Baggio: “Oggi colleghi sentenziano e non sapevano palleggiare”

Roberto Baggio racconta il ritiro dal calcio giocato e il suo allontanamento da quel mondo, facendo qualche critica per degli ex giocatori.

Roberto Baggio
Roberto Baggio (©Getty Images)

Roberto Baggio è una leggenda del calcio italiano, ha fatto sognare milioni di tifosi. Uno dei più grandi talenti che abbiamo visto sui campi della Serie A.

Sono 291 i gol realizzati con le squadre di club in 643 presenze. Invece con la maglia della Nazionale ha totalizzato 27 reti in 56 partite. Senza i tanti infortuni che hanno caratterizzato la sua carriera, questi ottimi numeri sarebbero anche migliori e anche la bacheca dei trofei più ricca probabilmente.


Leggi anche:


Roberto Baggio sull’addio al calcio

Oggi Baggio ha rilasciato un’intervista all’inserto Venerdì del quotidiano La Repubblica e ha parlato del suo allontanamento del suo ritiro nel 2004: «Lasciare mi ha ridato vita e ossigeno, stavo soffocando. Troppo male, dolore fisico. Quando da Brescia rientravo a casa non riuscivo a uscire dall’auto, chiamavo mia moglie Andreina per aiutarmi. Ho sempre saputo che il calcio aveva una fine. La gente si stupisce: come, non ti metti gli scarpini? Non ti viene voglia? No, e allora? Quelli che senza pallone si sentono appagati e felici sono dei falliti?».

L’ex attaccante di Fiorentina, Juventus, Milan, Bologna, Inter e Brescia ha anche spiegato perché si sia allontanato dal calcio dopo aver appeso gli scarpini al chiodo: «Non guardo le partite, non mi divertono quasi mai. Mi mette a disagio dare giudizi sugli altri, non vado in TV. Vedo colleghi che sentenziano da professori, ma me li ricordo incapaci di fare tre palleggi con le mani».

Baggio ha espresso anche un pensiero sul famoso rigore sbagliato nella finale Brasile-Italia del Mondiale di USA 94: «Ancora non mi perdono quel rigore sbagliato. Non c’è religione che tenga, quel giorno avrei potuto uccidermi e non avrei sentito niente».