Rinnovo Kessie, strada in salita: il Milan fissa i paletti

Strada lunga e tortuosa per arrivare alla fumata bianca con Franck Kessie. Troppe anomalie nella trattativa di rinnovo.

Kessie
Franck Kessie (©Getty Images)

Se le trattative sul mercato in entrata del Milan vanno a gonfie vele, il club rossonero non può dire lo stesso per quanto riguarda i rinnovi contrattuali. Negli ultimi mesi Paolo Maldini e compagnia sono riusciti a trovare l’accordo solo per blindare a lungo termine Davide Calabria.

E’ invece ormai nota la decisione di Donnarumma e Calhanoglu di rifiutare le varie proposte di rinnovo e svincolarsi lo scorso 30 giugno, lasciando il Milan a costo zero. Ora il rischio è che accada la stessa cosa anche con un altro titolarissimo rossonero.

La trattativa per prolungare l’accordo con Franck Kessie è in salita. Il centrocampista ivoriano classe ’96 è considerato un intoccabile, il cosiddetto ‘Presidente’ della formazione di Pioli. Ma il suo contratto scadrà il 30 giugno 2022 e ad oggi appaiono ancora ampie le distanze tra domanda e offerta economica.


Leggi anche:


Maldini non vuole spingersi oltre i 6 milioni a stagione

L’aggiornamento sulla situazione arriva dalle pagine del Corriere dello Sport. In particolare si parla delle anomalie di questa trattativa. La prima è sicuramente la richiesta altissima di George Atangana, agente di Kessie: l’idea è quella di ottenere un ingaggio da circa 7 milioni netti più 1,5 di bonus.

Uno stipendio altissimo, praticamente superiore nel complesso a quello che percepisce Zlatan Ibrahimovic. E’ qui che spuntano i paletti imposti da Maldini, che negli ultimi giorni ha fatto intendere come il Milan non cederà a ricatti e dovrà mantenere un profilo basso ed economicamente sostenibile.

Kessie, secondo le ultime richieste contrattuali, andrebbe a costare circa 70 milioni di euro lordi al Milan. Troppo per le casse di un club che si sta risollevando ma che non può lasciarsi andare così tanto. I paletti sono fissati, anche se tra Maldini e l’entourage del calciatore c’è qualche vecchia ruggine che va risolta.

Il Milan non vuole spingersi a più di 6 milioni netti di ingaggio, lo stesso percepito da Donnarumma fino a giugno scorso. La distanza c’è, la strada verso il rinnovo dell’ivoriano è in salita più che mai. Servirà tutta la diplomazia del mondo per risolvere e non lasciare che Kessie faccia le valigie a parametro zero.