Juve-Milan, secondo tempo tutto rossonero: sfiorata la rimonta

L’analisi di Juventus-Milan 1-1, posticipo della quarta giornata terminato in parità, ma con i rossoneri più brillanti.

Rebic
Ante Rebic (©Getty Images)

Al termine del big match dell’Allianz Stadium la classifica dice tutto. Milan in testa, assieme ai cugini dell’Inter, con 10 punti. Juventus con un ritardo di addirittura otto lunghezze, fermo a 2 punti in coda alla classifica senza ancora una vittoria all’attivo.

Occasione sprecata quella di ieri per il Milan? Nient’affatto, perché la Juve ha comunque espresso per 45 minuti un buon gioco ed un’organizzazione finalmente lucida, per poi ritrovare i soliti fantasmi in un secondo tempo decisamente più ad appannaggio del Diavolo.

Un tempo ed un gol per parte che accontenta più il Milan dei rivali storici. Soprattutto per le numerose assenze fondamentali di formazione, a cui si è aggiunto pure lo stop di Simon Kjaer a fine primo tempo. Se l’infermeria piange, in casa rossonera si può comunque sorridere.


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Milan meglio con la difesa a quattro nella ripresa

Stefano Pioli ha scelto di presentarsi all’Allianz Stadium con una inedita difesa a tre. Tomori, Kjaer e Romagnoli tutti assieme per sopperire all’assenza di Calabria infortunato. Un’opzione ancora troppo acerba: non a caso nel primo tempo la Juve gioca meglio e sfrutta le ripartenze per passare avanti con Morata.

Milan contratto nei minuti iniziali, pagando la giornata storta di un Kessie ancora fuori fase e di un Leao stavolta mai incisivo. Si corre e si lotta ma si crea molto poco dalle parti di Szczesny, ad eccezione delle incursioni di un Brahim Diaz che agisce da velocissimo playmaker.

La chiave di volta della sfida è l’ingresso di Kalulu per l’infortunato Kjaer; il Milan torna al 4-2-3-1 e gioca più sciolto, mettendo sotto la Juve e rendendosi sempre più pericoloso. Il pari di Ante Rebic su corner è fisiologico, così come il calo juventino ed i cambi sbagliati di Allegri.

Nel finale il Milan prova anche a vincerla e sfiora il colpaccio proprio col terzino francese, protagonista inusuale ma allo stesso tempo utile e sorprendente. Una prodezza di Szczesny chiuderà il punteggio sull’1-1, pareggio che come detto ai rossoneri può andare più che bene.