Pioli: “Dobbiamo credere nella Champions. Dal 5-0 di Bergamo è nato il nostro Milan”

Stefano Pioli è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport durante il Festival dello Sport di Trento. Tanti i temi affrontati dal tecnico rossonero

Stefano Pioli
Stefano Pioli (©Getty images)

L’allenatore del Milan, Stefano Pioli ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport durante l’importante “Festival dello Sport” svoltosi a Trento. Il tecnico rossonero ha affrontato tanti temi, tutti molto importanti. Il Milan è il focus principale, ma Pioli ha risposto anche a svariate domande extra-rossonero.

Di seguito l’intervista completa:


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Sul Trapattoni allenatore: “È stato molto importante per me. Sono arrivato alla Juventus da giovanissimo e ho frequentato un ambiente e uno spogliatoio con grandi personalità. Mi ha trasmesso tanta passione. Pur avendo già vinto tutto, tutti i giorni si fermava con i giovani per provare a migliorarci. Dimostrava una voglia e una passione davvero contagiosa”.

Su altri allenatori importanti per la sua crescita: “Ho avuto tantissimi allenatori esemplari. Trapattoni, Bagnoli e Ranieri”.

Sul rapporto che instaura con i giocatori: “Bisogna essere diretti e chiari, sia negli aspetti positivi che in quelli negativi. Bisogna stabilire degli obiettivi già in partenza. Ci vuole tempo per costruire dei rapporti saldi, con qualcuno trovi un’empatia istantanea. Io sono un po’ diffidente. Litigo tutti i giorni con il gruppo, è normale avere delle discussioni. Esistono dei momenti di tensione, è lecito avendo a che fare con un gruppo di tanti giocatori”.

Sugli insegnamenti del Ranieri allenatore: “L’ho avuto come allenatore nel ’93 e avevo 28 anni. Con lui ho iniziato a farmi delle domande sulle situazioni di gioco. Quando mi allenava mi ripeteva molto spesso che avrei fatto l’allenatore a fine carriera. È stata una persona che mi ha trasmesso valori e idee”.

Sul suo percorso col Milan: “il 5-0 di Bergamo è stato molto pesante, ma credo che ci abbia insegnato molte cose. Siamo ripartiti con più convinzione e più forza. Da lì è nato il nostro Milan. Dalle situazioni negative si possono trovare delle esperienze negative. Speriamo che l’ultima giornata dello scorso anno non sia il punto più alto di questa squadra”.

Sul percorso in Champions League del Milan: “Dobbiamo crederci. Le prime due partite hanno dato risultati negativi, ma le prestazioni ci hanno dato fiducia. La classifica in questo momento è negativa ma quattro partite da giocare sono tante”.

Un aggettivo per definire la sua squadra: “Entusiasmante. È un gruppo che mi piace: sono responsabili e condividono le tipologie di lavoro. Un allenatore ha la percezione della propria squadra e ai miei giocatori piace il nostro modo di giocare. Ogni mattina mi alzo sempre con positività e credo nel lavoro e nel miglioramento. Ma bisogna confrontarsi con la realtà. Però ho sempre creduto nei miei giocatori. Milanello è un ambiente dove si lavora più che bene”.

Sulla sintonia con il club rossonero: “Già dalla prima riunione c’è stata sintonia. Poi il rapporto va costruito ed oggi mi sento completamente a mio agio, soprattutto con il progetto che è stato intrapreso partendo dai giovani”.

Sul lockdown causato dal Coronavirus: “Non è facile spiegare cosa sia successo. Già da gennaio in poi si era capito il valore della squadra. Siamo stati un paio di settimane senza parlare con la squadra. Quando abbiamo ripreso gli allenamenti a distanza abbiamo iniziato a lavorare insieme e a confrontarci. Lì ho sentito qualcosa. Sono cose difficili da spiegare, ma tutto il merito va ai giocatori”.

Sul politica del Milan di investire sui giovani: “Ora è un progetto che sta dando risultati. Bisogna trovare i talenti e bisogna essere bravi nel farlo. Quando investi sui giovani è normale che serva tempo. Il club ha fatto una scelta ben ponderata”.

Su Sandro Tonali: “È cresciuto indubbiamente . Le qualità le ha sempre avute ed è in continua crescita. Sarà un giocatore importante per il Milan”.

Su cosa serve al calcio italiano per crescere: “Servono strutture nuove. In Europa gli stadi sono molto più moderni e sono abituati ad accogliere un pubblico giovane. Si potrebbe partire da quello per migliorare. Spero di essere l’allenatore del Milan con il nuovo stadio”.

Sul suo rapporto con i giovani: “Spero che non mi vedano troppo anziano (sorride, ndr). Il rapporto è allenatore-giocatore, ma i giovani sanno che hanno bisogno di consigli e di indicazioni. Qualche ragazzo ogni tanto mi manifesta situazioni personali, in confidenza. Hanno bisogno di essere trattati come giovani: dai consigli dopo una discussione con la famiglia alla litigata con la fidanzata”.

Su Zlatan Ibrahimovic: “Zlatan è una persona intelligente e simpatica. Al primo colloquio mi disse ‘Mister, non dare retta a quelli che dicono che non sono pronto. Io sono qui per fare giocatore e tu l’allenatore’. E io sto cercando di fare l’allenatore. Nello spogliatoio sa come comportarsi. È di un livello impressionante. In campo vede il gioco prima degli altri, Zlatan non sbaglia mai la scelta”.

Sulla sua continua voglia di innovarsi: “La mia crescita va di pari passo con la struttura dello staff che ho a disposizione. Ho dei collaboratori molto giovani, che a livello tecnologico sono avanti anni luce a me. Bisogna interpretare dati e statistiche, ma è l’occhio che deve fare la differenza. Il mio obiettivo è quello di migliorare e sfruttare le caratteristiche dei singoli. Bisogna metterli in condizione. Concetto, qualità e sacrificio sono le caratteristiche che fanno la differenza”.

Su come la squadra avverte la presenza di Ibrahimovic: “Credo che Zlatan abbia dimostrato tanta intelligenza sin dall’inizio. Sapeva il momento che stava attraversando la squadra e nelle prime settimane ha osservato i suoi compagni. Oggi i giocatori lo vedono come un leader totale, ma sanno che possono trovare una persona altruista, pronta ad aiutare”.

Su Davide Astori: “Davide mi ha segnato la vita. Chi mi conosce, sa che sentimenti provo per lui. Era un capitano con la C maiuscola. Al funerale c’era tutta Firenze e le delegazioni di tutte le squadre. Era una persona dai grandissimi valori”.