Ibrahimovic e Mourinho, amici-nemici | I trionfi comuni e la “rottura” di Pasadena

Ibrahimovic e Mourinho domenica si ritroveranno contro all’Olimpico, dopo tante storie calcistiche vissute assieme.

Diversi i duelli intriganti che si consumeranno domenica sera nel big match dell’11.a giornata di Serie A, quando all’Olimpico Roma e Milan si daranno battaglia per l’alta classifica.

Ibra e Mourinho
Ibra e Mourinho (©Getty Images)

Tra questi vi sarà anche un incontro piuttosto speciale, tra due grandi personalità del calcio internazionale. Zlatan Ibrahimovic ritroverà José Mourinho, dopo i vari trascorsi passati. I due si conoscono molto bene e si stimano moltissimo, visto che hanno sempre condiviso un carattere forte e vincente.

Ibra è stato più volte giocatore di Mourinho in carriera. Prima ai tempi dell’Inter, poi al Manchester United. I due hanno trionfato assieme e vissuto momenti complicati, senza dimenticare anche qualche rottura significativa. Oggi Tuttosport ha ripercorso la loro cronistoria.


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Il loro primo rapporto professionale si consumò nella stagione 2008-2009: Mourinho divenne allenatore dell’Inter e vinse con agilità lo Scudetto, guidato da un Ibrahimovic in versione bomber titolare. Lo svedese divenne infatti capocannoniere della Serie A, ma ciò non lo rese felice di restare in nerazzurro.

In estate Ibra fu tentato dalla chiamata del Barcellona di Guardiola. La rottura con Mou si consumò a Pasadena, al termine di un’amichevole precampionato. “Ho deciso, vado via per vincere la Champions”. Stizzita e geniale la replica del tecnico: “Tu vai via, ma magari la vinciamo noi”. Lo scambio Ibra-Eto’o fu infatti un capolavoro di mercato dell’Inter che un anno dopo celebrava il Triplete.

Ibra e Mourinho si ritrovarono diversi anni dopo, al Manchester United. Il rapporto divenne nuovamente solido, tanto da portare i Red Devils alla conquista di due trofei, nonostante l’infortunio al ginocchio dell’attaccante. E va detto che anni prima Mourinho tentò di portare Ibrahimovic con sé al Real Madrid, prima del trasferimento dal Milan al PSG.

Domenica i due leader si ritroveranno e certamente si abbracceranno, per la stima reciproca e per i comuni ricordi di vittorie e momenti di gloria. Ma poi vi sarà solo spazio per una sfida senza esclusione di colpi.