Avventura al capolinea: serve giocare, così sarà addio

Tempo di far bilanci in casa Milan. Difficile immaginare un futuro ancora in rossonero per Pietro Pellegri. Il giovane ha bisogno di giocare e in rossonero appare complicato

Giorno 25 novembre saranno passati esattamente tre mesi dall’arrivo a Milano di Pietro Pellegri. Può certamente essere un discreto tempo per fare il primo bilancio.

Stefano Pioli
Stefano Pioli (@LaPresse)

Il calciatore italiano, come è noto, ha varcato i cancelli di Milanello, in prestito, con diritto di riscatto, che può diventare obbligo al verificarsi di determinate condizioni.

Pellegri non è stata sicuramente la prima scelta del Milan, che avrebbe voluto puntare su Kaio Jorge. Il brasiliano, come è noto, è poi finito alla Juventus. Maldini e Massara avevano, comunque, in mente di consegnare a Stefano Pioli un giovane attaccante, da far crescere al fianco degli esperti Giroud e Ibrahimovic.

Si è così deciso di investire su un calciatore da rilanciare: nonostante la giovanissima età, Pellegri ha già un’importante esperienza tra Serie A e Ligue 1. Ricordiamo che il classe 2001 ha realizzato la sua prima rete nel massimo campionato italiano nel lontano 28 maggio 2017. Una vita fa.

Pellegri era considerato un predestinato ma in questi quattro anni la sua giovane carriera è stata condizionata da una serie di infortuni.

Anche al Milan non sono mancati i problemi fisici e dopo tre mesi in rossonero e tredici partite di campionato, le presenze sono solamente tre, arrivate contro Venezia, Spezia e Atalanta, dal 22 settembre al 3 ottobre. Spezzoni di gara che gli fa sfiorare l’ora complessiva di gioco. Troppo poco per essere soddisfatto. E’ così dal 3 ottobre che non scende in campo con la maglia del Milan.


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Il matrimonio tra Pellegri e il club rossonero non appare dunque avere vita lunga. Non sarà soddisfatto il Diavolo del suo centravanti ma soprattutto il calciatore, che forse per rilanciarsi avrebbe avuto fare un’altra scelta. Pellegri ha bisogno di giocare con continuità e di avere una squadra che creda totalmente in lui.

Impossibile che il Milan possa far tutto ciò: è evidente che ad oggi rappresenti la quarta (se non addirittura la quinta) scelta di Pioli. E’ sparito dai radar e il suo futuro appare segnato.