Ibrahimovic: “Donnarumma sarebbe rimasto al Milan. Lukaku? Conto da saldare”

Ibrahimovic si racconta al Corriere della Sera. Ecco tutte le dichiarazioni del campione rossonero su passato e futuro di carriera.

Sempre il solito Zlatan Ibrahimovic. Anche a 40 anni suonati il centravanti del Milan fa parlare di sé, raccontando il suo pensiero sul calcio di oggi e di ieri, sulle ambizioni e su ciò che è stata la sua carriera.

Zlatan Ibrahimovic (©LaPresse)

Intervistato dal Corriere della Sera, Ibra ha parlato di tanti temi. Tra questi anche l’esperienza alla Juventus, dove vinse due Scudetti poi revocati a causa dello scandalo Calciopoli: “Capello mi ha insegnato a fare gol, mi massacrava di continuo. Con Moggi un buon rapporto anche dopo Calciopoli. Quegli scudetti li abbiamo vinti, e nessuno ce li può togliere. Nessuno può cancellare il sudore, la fatica, la sofferenza, gli infortuni, i gol. Per questo, quando dicono che in carriera ho vinto undici scudetti, li correggo: sono tredici. Moggi era uno che incuteva soggezione, anche se non a me”.


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Zlatan ha avuto modo di conoscere anche Silvio Berlusconi, suo presidente al Milan, e ha raccontato un retroscena divertente: “Troppo simpatico. Una domenica sono in tribuna a San Siro, mi fa sedere accanto a lui. Poi mi fa: “Ibra, ti dispiace scalare di un posto? Sta venendo una persona molto importante”. Io scalo, scala anche Galliani. Penso che stia arrivando un politico. Invece arriva una donna bellissima, su tacchi impressionanti. Berlusconi mi strizza l’occhio: “Persona molto importante…”. E forse per lui lo era davvero”.

Successivamente ha parlato anche del rapporto con Marco Materazzi, prima suo compagno di squadra all’Inter e poi avversario quando è passato al Milan: “Con lui avevo un conto aperto da anni. L’ho saldato in un derby. Quello entra a piedi levati, io salto, lo evito, e lo colpisco con una gomitata alla tempia. Pippo Inzaghi commentò: “Il più bel derby della mia vita: 1-0, gol di Ibra, Materazzi in ospedale”. Ovviamente stava scherzando”.

Inevitabile parlare anche del suo rapporto con Romelu Lukaku, con il quale avvenne una pesante lite durante l’ultimo derby di Coppa Italia a San Siro: “Lui litiga prima con Romagnoli, poi con Saelemaekers; io intervengo per difendere i compagni, e Lukaku mi attacca sul piano personale. Da restare choccati. Eppure eravamo stati compagni al Manchester. Lukaku ha un grande ego, è convinto di essere un fuoriclasse, ed è davvero forte. Ma io sono cresciuto nel ghetto di Malmoe, e quando qualcuno mi viene sotto a testa bassa, lo metto al suo posto. Così l’ho colpito nel suo punto debole: i rituali della mamma. E lui ha perso il controllo. Anche se mi è rimasto un dubbio atroce…vuoi vedere che quei riti funzionano? Devo saldare il conto anche con lui. Spero di incontrarlo presto”.

Ibrahimovic ha avuto uno scontro duro anche con Massimiliano Allegri, suo allenatore al Milan, dopo la sconfitta a Londra nel ritorno degli Ottavi di Champions League contro l’Arsenal: “Avevamo perso 3-0 con l’Arsenal, e lui era tutto contento. È vero che avevamo passato il turno, ma non c’era nulla da ridere, e gliel’ho fatto notare. Mi disse: Tu Ibra pensa a te, che hai fatto ******. Gli ho ribattuto che aveva fatto ****** lui: per paura si era portato due portieri in panchina… Allegri è bravissimo a gestire lo spogliatoio, ma doveva avere più coraggio: andare al Real Madrid, misurarsi con l’estero. Invece ha fatto la scelta comoda”.

Per quanto concerne il ritorno al Milan, spiega com’è cambiata la situazione da quando ha rimesso i piedi a Milanello: “All’inizio in allenamento non correva nessuno. Li ho affrontati uno per uno, e non in disparte, davanti agli altri: in allenamento bisogna ammazzarsi di lavoro. Se io corro, se io mi ammazzo, il mio compagno correrà e si ammazzerà per me. L’hanno capito tutti, tranne uno. Leao. All’inizio non mi dava retta. Ci è arrivato per conto suo. Infatti è molto migliorato”.

Infine il bomber svedese si è espresso in merito all’addio di Gianluigi Donnarumma: “Gigio è un grandissimo portiere. Se gli avessero dato quel che chiedeva, sarebbe rimasto al Milan. Ora deve fare casino per essere titolare nel Psg. Non esiste che i sudamericani impongano quell’altro. Gigio è più forte”.