Milan-Salernitana, le pagelle della Gazzetta: Kessie leader, Krunic convince

I voti e le pagelle della Gazzetta dello Sport ai calciatori del Milan, che ieri hanno giocato contro la Salernitana a San Siro.

Per il Milan era importante, anzi fondamentale, ripartire e dare continuità alle proprie prestazioni. Ieri è bastato il minimo sforzo per battere una Salernitana troppo docile per avere velleità maggiori.

Di Tacchio e Franck Kessie
Di Tacchio e Franck Kessie (©LaPresse)

Un successo già scritto sulla carta ed archiviato già nei primi minuti del match. Un bene assoluto per Stefano Pioli, che ha così potuto gestire le forze in vista del big-match di Champions contro il Liverpool.

Come di consueto, nel day-after dell’incontro, la Gazzetta dello Sport ha pubblicato i voti e le pagelle assegnate ai calciatori del Milan scesi in campo ieri pomeriggio.


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Giudizi positivi dopo il 2-0 alla Salernitana. Finalmente una prestazione collettiva che premia anche le prove dei singoli. Ma cominciamo dai migliori. Voto 7 ai match-winner Kessie e Saelemaekers: l’ivoriano torna leader in mezzo al campo e spacca la partita con un bel diagonale. Straordinaria la rete del raddoppio del belga, che torna a giocare una gara costante e vibrante.

6,5 in pagella ad un ottimo Florenzi, che spinge con costanza sulla destra. Stesso voto per un Leao a cui manca soltanto il gol, per un Krunic convincente anche nel ruolo di ‘falso 9’. Positivi anche gli ingressi nella ripresa di Bennacer e Messias che confermano il proprio momento positivo.

Sufficienza piena per quasi tutto il resto della squadra. Voto 6 per il tandem Tomori-Romagnoli, che godono quasi di un pomeriggio libero. Così come per Bakayoko, che gioca 45′ senza strafare, o per un Brahim Diaz che si destreggia bene ma manca sempre il colpo grosso. Sufficienti pure un Maignan mai impegnato ed un Ballo-Touré discreto.

L’unico insufficiente è Theo Hernandez. Piccola bocciatura, con un 5,5 in pagella dettato da una prova svogliata, con più palloni persi che accelerazioni convincenti. Non a caso Pioli lo spedisce in panchina dopo un’ora di gioco.