Kjaer: “A Palermo ho detto al mio agente di voler giocare al Milan, qui il mio miglior calcio”

Simon Kjaer ha rilasciato una bella e dettagliata intervista focalizzandosi principalmente sul suo percorso in Nazionale e al Milan

Intervistato a Tv2Sport, Simon Kjaer ha parlato del suo 2021 trascorso con la maglia rossonera e con quella della nazionale danese. Dal malore di Eriksen sino ad arrivare al grave infortunio che lo terrà fuori dai giochi per circa sei mesi: Simon si è raccontato a 360 gradi presso il media danese.

Simon Kjaer
Simon Kjaer (©LaPresse)

Di seguito i temi affrontati e le risposte del difensore del Milan:


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Sull’episodio riguardante Eriksen: “Quel momento non può essere descritto a parole. Non c’erano pensieri dietro le mie azioni. È stato istintivo. Tutta la squadra ha fatto il ​​possibile per aiutare. Un terribile, terribile momento. La cosa più importante per me ora è che il mio compagno Christian stia bene”.

La vittoria contro la Russia: “È stato un riscatto e una grande soddisfazione comune che abbiamo vissuto con tutti i tifosi. Quel successo non solo ci ha fatto andare avanti, ma ci ha dato una sorta di spazio libero, dopo tutto quello che avevamo passato. Adesso possiamo concentrarci di nuovo sul calcio e dare quel gas anche nelle partite successive”.

Sul fatto di non essere arrivati in finale all’Europeo:Proprio in quel momento ero sopraffatto dalla fatica, dalla stanchezza, dalle emozioni e dalla dura consapevolezza che era finita. Ancora oggi sono infastidito dal calcio di rigore in semifinale che ci ha fatto uscire dalla competizione. E sarò sempre dispiaciuto per non essere arrivato in finale. Abbiamo la migliore nazionale in questo momento, pensando a tutti gli anni in cui ci sono stato. E credo che possiamo costruire e progredire ancora”.

Sul percorso col Milan: “Il Milan è il club dove mi sono sentito più a mio agio. Il posto in cui il mio ruolo dentro e fuori dal campo mi si addice di più. Stiamo facendo bene e ricevo molta fiducia dal mister, e davvero tanto supporto dai tifosi”.

Sulla città di Milano: “Milano è una città fantastica e sin dai primi anni della mia carriera ho sognato di giocare per il Milan. Già a Palermo avevo detto al mio agente che un giorno ci avrei giocato.”

Sull’approdo al Milan: “Mi hanno scelto per un ruolo da leader in una squadra giovane e abbiamo riportato il club ai vertici del calcio italiano e di nuovo in Champions League. E personalmente, probabilmente dal primo giorno ho giocato il miglior calcio della mia carriera”.

Sulla candidatura al Pallone d’Oro: “I calcio è uno sport di squadra, ma devo ammettere che per me è stato davvero un onore essere tra i 30 candidati e finire come numero 18. Ma anche per tutto il lavoro che ho messo nella mia carriera. E sono molto orgoglioso dei riconoscimenti che ho ricevuto”.

Sull’infortunio che lo sta tenendo ai box: “Sfortunatamente termino l’anno con un grave infortunio al ginocchio. È il primo della mia carriera, ed è difficile, ma fa anche parte del calcio. E ora che è successo, sarò dall’altra parte. Voglio tornare anche più forte di prima dell’infortunio”.