Dida: “Milanello è casa mia. Qui non esistono gerarchie”

Nelson Dida ha rilasciato un’interessante intervista ai canali ufficiali dell’AC Milan. L’ex portiere ha spiegato qual è il suo ruolo oggi all’interno del club…

Nelson Dida è uno di quegli ex rossoneri che ogni tifoso mai potrà dimenticare. Uno che per la maglia ha dato tutto, e che con il Milan è salito sul tetto del mondo. Ha vinto tutto ciò che si poteva vincere da portiere del Diavolo, il brasiliano: due Champions, uno Scudetto, una Coppa Italia, un Mondiale per Club, e quattro Supercoppe.

Nelson Dida
Nelson Dida (©LaPresse)

Il suo attaccamento alla maglia del Milan lo dimostra tutt’oggi. È tornato nel club, con una veste diversa dopo l’addio al calcio, e sta continuando a svolgere un ottimo lavoro. Arrivato a Milanello nel 2019, Dida ha prima cominciato da preparatore dei portieri dell’Under 17. Un lavoro efficiente e costante lo ha presto condotto in prima squadra, dove ad oggi è il preparatore dei portieri di Stefano Pioli.

Intervistato ai microfoni di Milan TV, Nelson ha raccontato il suo percorso da allenatore e quanto si trova bene nell’ambiente Milanello. Le sue parole:


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Sul suo lavoro: Ho sempre sentito di avere questo lato da professore. Ho studiato davvero tanto negli ultimi anni per spiegare meglio cosa voglio dai portiere e fargli comprendere come crescere al meglio. Conta l’intensità più delle belle parate. È importante il movimento, la tecnica, il posizionamento. Ci sono tante cose da svolgere per un portiere in allenamento, e che servono per migliorare in partita”.

Come svolge il suo lavoro a Milanello: “Gli allenamenti sono diversi da quelli degli altri giocatori. Ma la cosa più importante è la famiglia si crea in allenamento, anche perché alcuni giocano meno. L’obiettivo è avere un bell’ambiente dove sono tutti felici e sereni. Noi lavoriamo con tutti allo stesso modo. Non ci sono gerarchie in allenamento. Intensità per tutti e possibilità per tutti. Poi certo è l’allenatore che fa le scelte. Ma in allenamento anche chi non gioca ha la possibilità di mettersi in mostra. Chi gioca di meno ha l’ambizione di far vedere cosa sta facendo di buono”.

Sulla sua presenza al Milan: “Al Milan mi sento a casa mia, qui l’ambiente è lo stesso di quando giocavo. Mi sento in una famiglia, anche con l’allenatore mi trovo molto bene. Milanello è un posto in cui si sta molto bene”.