Milan, “La lezione di Elliott”: la Gazzetta spiega il successo rossonero

L’analisi dei conti e delle mosse del Milan secondo i dettami della proprietà Elliott Management: rossoneri in grande ascesa economica.

Un vero e proprio modello virtuoso nel calderone del calcio italiano. Il Milan, oltre a risultati sportivi recenti molto positivi, può vantare un progetto finanziario e di immagine davvero produttivo. Lo dicono i numeri, raccontati con dovizia di particolari oggi dalla Gazzetta dello Sport.

Singer e Gazidis
Gordon Singer e Ivan Gazidis (©LaPresse)

Tutto merito della politica di Elliott Management Corporation, il noto fondo d’investimento anglo-statunitense che nel 2018 ha rilevato le quote di maggioranza dell’A.C. Milan. Dopo la fuga, ancora da chiarire, del cinese Yonghong Li, la famiglia Singer ha sfruttato l’escussione del pegno per il mancato rimborso del prestito da 180 milioni, assicurandosi così la totale gestione dell’asset.

Da quell’estate di quasi 4 anni fa è partito il progetto. Che vede come fulcro centrale la figura di Ivan Gazidis, amministratore delegato proveniente dall’Arsenal. Una vera volpe nell’ambito di sport e finanza, il quale sta mettendo in pratica i dettami di Elliott, con risultati già ben visibili.


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Parlano i numeri per l’appunto. Gli ultimi dati sul bilancio sono eccellenti: al 30 giugno 2021 l’indebitamento finanziario netto del Milan era pari a 102 milioni, di gran lunga inferiore a quello delle altre due rivali storiche. 374 milioni per l’Inter, 389 milioni per la Juventus.

Il tutto grazie all’aumento di capitale ed i versamenti di liquidità nel club fatti dalla famiglia Singer. Ben 560 milioni versati a titolo di ‘equity‘, ovvero l’acquisto di azioni sul mercato da parte dell’azienda, allo scopo di ottenere dividendi dal proprio capitale sociale. In questo senso si legge il basso indebitamento, visto che Elliott ha escluso rapporti dirette con le banche.

Il resto è frutto della gestione sportiva. Il Milan di Gazidis e Paolo Maldini continua a puntare su regole ben precise, come il tetto sugli ingaggi. In quest’ottica si leggono le situazioni di Donnarumma e Kessie, con svalutazione di asset tecnici importanti. Ma a bilancio conta maggiormente non aumentare le spese. Con tali dettami la spesa sportiva (stipendi + ammortamenti) si è ridotta di 33 milioni e la perdita di bilancio è stata dimezzata, a quota 96 milioni, nonostante la pandemia e la chiusura degli stadi nel 2020/2021.

Infine un altro dato è curioso e significativo. Il Milan, tra le big della Serie A, è la società che ha ottenuto meno ricavi e plusvalenze dalle cessioni di calciatori. Solo 53 milioni, contro i 328 della Juventus. Gazidis punta piuttosto sul consolidamento dell’asset e sulla valorizzazione dei propri talenti, mantenendo parametri e costi quasi intatti. Strategia che sta funzionando, agevolata presto dai ricavi che giungeranno dalla riapertura di San Siro e dal ritorno in Champions League.

Una cosa è certa: il progetto di Elliott punta all’autosostentamento del club entro i prossimi 2-3 anni. Il motivo è chiaro: Paul e Gordon Singer intendono in futuro cedere le quote per ottenere una plusvalenza di rilievo. Ma lo faranno solo quando il Milan sarà competitivo e totalmente sano a livello finanziario.