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Attacco Milan, numeri impietosi. Perché Rebic non gioca?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:38

Numeri da retrocessione per il Milan per quanto riguarda l’attacco. Piatek è in crisi, Leao non dà garanzie. Perché non provare Rebic?

ante rebic
Ante Rebic (©Getty Images)

Ciro Immobile in queste prime dodici giornate di campionato ha segnato quattordici reti. Tutto il Milan, invece, soltanto undici. Il vero, grande problema del Diavolo è proprio questo. E se lo porta dietro da anni. Basti pensare che, nel dopo Zlatan Ibrahimovic, l’attaccante più prolifico è Carlos Bacca.

I rossoneri segnano troppo poco. E quando lo fanno, è sempre per giocate individuali e poche volte per azioni collettive. Il Milan con Stefano Pioli ha vinto soltanto contro la SPAL, a San Siro e con uno strimizzito 1-0: gara decisa dalla punizione di Jesus Suso. Solo così il Diavolo segna. Va bene se hai campioni in rosa, come la Juventus di Massimiliano Allegri; ma se hai giocatori normali, e per di più con poca personalità, allora la situazione è critica.

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Crisi Piatek e altalena Leao

Krzysztof Piatek al momento sta dando ragione a chi, già lo scorso anno, lo considerava un fuoco di paglia. Continuiamo a pensare che 30 gol in Italia al primo anno non si fanno mai per caso. Ora è in evidente difficoltà per svariati motivi: la squadra fa fatica a servirlo e, quando lo fa, lui non è lucido. Esempio lampante in JuventusMilan, quando Suso gli pennella un assist in area di rigore; di testa non prende nemmeno la porta. Un grave errore per uno che, nella scorsa stagione, faceva gol anche soffiando.

Capitolo Rafael Leao. Tanto assoluto, senza alcun dubbio. Tutti abbiamo ancora negli occhi la rete contro la Fiorentina, la prima e l’unica con la maglia del Milan: tre dribbling e tocco docile per piazzare la palla sul secondo palo. Con l’arrivo di Stefano Pioli, però, è calato tanto, nonostante la fiducia delle prime gare. Ci si aspetta di più dal suo talento, e invece è sempre entrato male in partita. Il ragazzo è del 1999 ed è normale che il rendimento sia ovviamente altalenante. Se ci mettiamo la crisi di Piatek, a questo punto diventa evidente che il Milan ha bisogno di un attaccante più concreto e magari più esperto.

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Rebic più vicino alla porta

In attesa del calciomercato, e magari di un Ibrahimovic che possa dare senso a questa stagione, perché non provare a puntare su Ante Rebic? Ok, lui preferisce giocare sull’esterno, ma in passato, sia col club che in Nazionale, ha spesso giocato anche da punta centrale. Non ha un grande fiuto del gol: in Germania, con l’Eintracht Francoforte, ha segnato venticinque gol in cento partite. Pochi per un giocatore offensivo ma che in questi anni ha giocato in tutti i ruoli possibili, anche la mezzala.

In un momento così delicato per l’attacco del Milan, si potrebbe pensare di provare anche la soluzione Rebic, che fino ad ora ha avuto pochissime chance. Solo sei le presenze, nessuna da titolare, né con Giampaolo né con Pioli. Che è rimasto un po’ deluso dalla sua prestazione quando è entrato contro la Lazio, schierato però come esterno destro a tutta fascia nel 3-4-2-1. Il croato dovrebbe giocare un po’ più vicino alla porta, magari in un attacco a due con Piatek e Leao. Potrebbe essere un’alternativa.

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