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Gazzetta – Flop Elliott: caccia alla plusvalenza, ma il valore del Milan cala

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:45

L’analisi della Gazzetta sulla gestione Elliott Management del club rossonero. Il fondo statunitense non ha finora portato grandi risultati.

Gordon Singer
Gordon Singer (foto acmilan.com)

Dal 2018 il Milan non ha un vero e proprio padrone. Bensì si può considerare proprietà di un fondo d’investimento internazionale, una sorta di anomalia nel mondo del calcio.

L’approdo di Elliott Management Corporation all’interno delle quote Milan inizia nel 2017. Il fondo della famiglia Singer presta il denaro necessario al ‘closing’ al fantomatico magnate Yonghong Li. Una mossa che, un anno dopo, porterà alla mancata restituzione del denaro e all’ingresso diretto in società di Elliott.

L’obiettivo del fondo è da subito chiaro: prendere in mano il Milan, rigenerarlo dal punto di vista finanziario e sportivo, e rivenderlo nel giro di qualche anno ottenendo una plusvalenza importante. Una cessione da 1,2 miliardi di euro rappresentava la valutazione potenziale per cedere le quote di maggioranza.

Non a caso, come ricorda oggi la Gazzetta dello Sport, mesi fa Elliott ha respinto la proposta da 620 milioni di euro del tycoon ceco Daniel Kretinsky.

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Milan, Elliott e le anomalie del progetto di risalita

Il problema è che Elliott finora non è riuscito a fare il bene del Milan, né quello delle proprie tasche. Basti pensare che i ricavi commerciali rossoneri, nonostante l’approdo di uno stratega come Ivan Gazidis, restano lontani anni luce da quelli della Juventus.

I numeri parlano chiaro: Elliott negli ultimi due anni e mezzo ha prestato 80 milioni a Li e 128 per la sottoscrizione di due bond a favore del Milan. Ha iniettato capitale per 32,4 milioni nel giugno 2018, 265,5 milioni nel 2018-19 e ulteriori 60 milioni tra luglio e settembre 2019. Se si detrae il rimborso dei due bond (interessi compresi) di 141 milioni, l’esborso totale di Elliott nell’operazione rossonera ammonta a 525, di cui 345 finiti nelle casse della società.

Tante spese, pochi ricavi. Ma soprattutto il valore del Milan è in netto calo. Perché la parte sportiva è stata sottovalutata: spesi 125 milioni di euro da Elliott per migliorare la rosa, ma i risultati appaiono sempre insufficienti.

Continuare in questa direzione sta diventando faticoso: se l’obiettivo di Elliott Management era quello di aumentare il valore del Milan e rivenderlo a cifre enormi, attualmente sta accadendo tutto il contrario.

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