Pioli cambia modulo: come giocherebbe il Milan col 4-3-1-2

Come giocherebbe il Milan con il 4-3-1-2? Abbiamo provato ad immaginare la formazione con questo nuovo modulo

Pioli
Stefano Pioli (©Getty Images)

Un inizio di 2021 difficile per il Milan con 4 sconfitte. Le ultime due sono quelle più pesanti: contro Spezia e Inter la squadra di Stefano Pioli non è riuscita in alcun modo ad esprimersi. Cosa che, invece, aveva fatto contro la Juventus e, in parte, anche contro l’Atalanta. C’è chi parla di un problema fisico: il Milan corre tanto da mesi e un periodo di flessione è comprensibile; per altri invece è di natura tattica. Al centro della discussione c’è, manco a dirlo, Zlatan Ibrahimovic: in questo ruolo da punta unica nel 4-2-3-1, che finora ha dato buoni frutti, è spesso troppo solo, e questo è un problema quando di fronte ti ritrovi un certo tipo di difese. Il caso lampante è arrivato proprio domenica scorsa: Zlatan era chiuso nella morsa di De Vrij, Skriniar e Bastoni. Sarebbe tornato utile Mario Mandzukic per dare un po’ di peso, ma era out per infortunio.

Oltre al problema attacco, qualcuno ha sottolineato anche il momento di difficoltà dei due a centrocampo: con lo stop forzato di Ismael Bennacer, è svanita quell’alchimia con Franck Kessie. Che ancora non c’è con Sandro Tonali, meno che meno con Meite. E quando c’è mancanza di comunicazione fra i due mediani in questo modulo, mantenere l’equilibrio diventa complicato. Per questi motivi, dunque, i tifosi sui social chiedono di vedere in campo un’alternativa tattica, più congeniale alle esigenze della squadra – in questo momento. Il modulo più richiesto è il 4-3-1-2, il preferito da sempre dai sostenitori rossoneri (principio tattico di Silvio Berlusconi e base del successo di Carlo Ancelotti). Ma come si sposerebbe questo sistema con le qualità dei calciatori in rosa del Milan?


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La forza del Milan finora è stato un mix di cose, e fra queste c’era anche la compatibilità fra Bennacer e Kessie in mezzo al campo. Non è un caso che, da quando Pioli ha proposto questo duo, la squadra ha cominciato a prender forma. I due africani sono complementari e sembrano conoscersi a memoria. L’ex Empoli è rimasto fuori dai campi per due mesi e adesso è di nuovo infortunato; per Kessie invece è un momento di appannamento fisico e con Tonali, come detto, non c’è la stessa sintonia.

A proposito di Sandro: con un centrocampo a tre, a beneficiarne sarebbe soprattutto lui. L’ex Brescia ha sempre occupato il ruolo di regista in quel tipo di mediana: è lì che riesce ad esprimersi al meglio, mentre a due sta facendo molta fatica (tanto da prendersi qualche sfottò sui social). Kessie potrebbe fare la mezzala a destra, mentre a sinistra Meite o Krunic. Si creerà però un problema nel momento in cui Bennacer tornerà a disposizione: l’algerino può fare la mezzala, ma anche lui ha sempre dato il meglio di sé in mezzo (a Empoli giocava proprio in quella posizione e in quel modulo).

Tonali
Sandro Tonali (©Getty Images)

Non cambierebbe nulla per Hakan Calhanoglu, ed è meglio così: lui è un trequartista e da lì non deve muoversi. In passato lo abbiamo visto in tanti altri ruoli: da esterno a sinistra con Gattuso, da mezzala o addirittura mediano con Giampaolo, ed è sempre stato un disastro. Da quando è fra le linee finalmente è riuscito a far venire fuori il suo talento, anche se, da quando è rientrato dal Covid-19, non sembra più lo stesso. Insomma, nel 4-3-1-2 Calhanoglu ha il suo ruolo, quello e basta. Pioli ne è consapevole. L’alternativa è Brahim Diaz, la posizione più naturale possibile per lui; difficile invece veder lì uno come JensPetter Hauge.


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Arriviamo quindi al nodo cruciale della questione. Il cambio modulo è richiesto da molti tifosi soprattutto per risolvere il problema attacco: nel modulo attuale Ibrahimovic è troppo solo, i due in fascia non lo supportano abbastanza e se Calhanoglu attraversa un momento difficile la frittata è fatta. Nelle ultime due partite il Milan non è riuscito a fare gol: non succedeva da fine 2019. Le difese avversarie sembrano aver trovato il modo di neutralizzare la fase offensiva rossonera, spesso troppo piatta e senza soluzioni alternative; il lancio su Zlatan – e poi qualcosa succede – non è sempre efficace. Con due punte, supportate dal trequartista, si riempirebbe meglio l’area, e i cross potrebbero arrivare dai terzini. A proposito: così Theo Hernandez avrebbe tutta la fascia per sé…

Ibrahimovic Rebic
Ibrahimovic e Rebic (©Getty Images)

Ma chi sarebbe il partner di Ibrahimovic? Il modulo cambia, ma il dualismo resta. Al momento Leao e Rebic si sfidano per un posto da titolare ogni partita per il ruolo di esterno a sinistra. Farebbero esattamente la stessa cossa per per quello da seconda punta. Non ci dimentichiamo che parliamo di due attaccanti: ad entrambi piace partire da lontano, ma hanno la rete nel sangue. E poi c’è Mario Mandzukic: si è infortunato prima del derby e anche lui, contro la Stella Rossa, da punta centrale, ha mostrato un po’ di insofferenza. Considerando la sua precaria condizione fisica, ad oggi è imposibile immaginarlo da esterno; ecco perché l’attacco a due sarebbe un’ottima soluzione anche per il suo inserimento.

I sacrificati: Saelemaekers e Hauge

Il Milan ha impostato i suoi ultimi calciomercato sul modulo attuale, per questo con il cambio qualcuno rimarrebbe fuori. Alexis Saelemaekers, da tempo ormai un titolare fisso di Pioli, è quello che, per forza di cose, rimarrebbe fuori, a meno che non si pensi di utilizzarlo da terzino destro. All’Anderlecht ha ricoperto tutti i ruoli della fascia, più spesso proprio da difensore. Ed era quella, inizialmente, l’idea dei rossoneri: fare di lui un terzino destro di spinta e intensità. La crescita di Davide Calabria ha ostacolato questo progetto, ma Saelemaekers ha trovato posto da esterno e ha vinto la concorrenza di Samu Castillejo. Nel 4-3-1-2 l’unico ruolo disponibile è quello, appunto, al momento ricoperto più che bene da Calabria, ma ci sono altre possibilità: con un po’ più di applicazione tattica, non sarebbe male vederlo da mezzala. Le caratteristiche, più o meno, ci sono.

Chi, invece, proprio non troverebbe spazio è Hauge. In realtà, il norvegese non lo sta trovando nemmeno adesso, tanto da convincere Pioli a tenerlo fuori dalla lista UEFA. Da qualche mese è uscito completamente dai radar del mister, evidentemente ha i suoi buoni motivi per farlo. In effetti, prima di “sparire”, quando è entrato in campo a partita in corso è apparso sempre molle e distratto, e con tanti errori. Se dovesse ritrovare brillantezza e condizione, potrebbe provare ad agire sulla trequarti, oppure a fare la seconda punta ma ci sono tante perplessità. In ogni caso, non sarebbe troppo un problema: come detto, l’ex Bodo/Glimt sta trovando pochissimo spazio a prescindere da tutto.

Milan 4-3-1-2